Editoriali Il Canada riapre il dossier Mercosur mentre l’Ue continua a pensarci L'obiettivo di Ottawa è quello di firmare entro fine 2026 con i paesi del blocco sudamericano per diversificare il proprio mercato dopo la stretta di Donald Trump sui dazi. Con l'intento di ottenere tariffe a zero su molti beni e standard di produzione condivisi Redazione 30 DIC 2025
Il “miracolo” della cooperazione rafforzata Una soluzione inedita, e per molti versi dirompente, ha permesso di aggirare all’ultimo Consiglio europeo le fratture politiche che si erano create sul sostegno all’Ucraina. Potrebbe essere il modello futuro dell’Unione Renato Brunetta 29 DIC 2025
riflessioni Povera Europa, rassegnata all’idea che l’intera Storia sia già stata percorsa Il sentimento profondo dell'epoca europea sembra contraddistinto da una sintesi della sua mancanza di destinazione, dell’assenza di una promessa. E il rischio è di scivolare inevitabilmente nell’impotenza Michele Silenzi 27 DIC 2025
L'editoriale del direttore Gli indizi per un Draghi d’Europa Il rapporto che von der Leyen gli chiese è diventato il termometro dell’“inazione” dell’Ue. Perché oggi l’ex premier è un’alternativa a Ursula. Grazie a un asse con Merz. Piste per il 2026 (con notizia) 27 DIC 2025
L'intervista “Sul visto negato a Breton dagli Stati Uniti, il silenzio del governo è assordante”. Parla Zingaretti L'ex segretario e capogruppo del Pd in Ue attacca il governo: "Non ascolta Draghi e non capisce che solo l'integrazione europea può salvare l'Italia". E sul campo largo diviso dalla politica estera: "Occorre trovare una soluzione, altrimento problema enorme" 27 DIC 2025
Le regole “stupide” che hanno fatto l’Europa intelligente Per i paesi capaci di mantenere un bilancio in pareggio, il 3 per cento del pil è un margine più che sufficiente per contrastare le fasi avverse del ciclo. L’Unione è diventata più unita e lo è diventata intorno a un obbiettivo semplice, comprensibile, applicabile Nicola Rossi 22 DIC 2025
Tra Ue e Kyiv Dove va l’Italia in politica estera? Parla Angelo Panebianco La difficoltà di riorientarsi in un mondo cambiato. L’Europa, Kyiv, la guerra ibrida e il disimpegno di Trump. "Se l’Europa riesce a impedire che l'Ucraina venga sconfitta, si avranno a catena effetti positivi, altrimenti si andrà incontro a indebolimenti e ulteriori divisioni”. Intervista al politologo ed editorialista 20 DIC 2025
L'editoriale del direttore Bicchiere europeo? Ancora mezzo pieno La scelta sugli asset russi è al ribasso e l’Europa è più divisa. Ma la direzione continua a essere giusta, l’Ue a due velocità è necessaria e il debito comune è una svolta vera. Alzare l’asticella sì, anche sull’Italia, il piagnisteo no, grazie 20 DIC 2025
Da Bruxelles Le conseguenze della scelta europea per finanziare Kyiv Anche se l'Ucraina avrà 90 miliardi di euro per coprire le sue necessità finanziarie, la decisione di non utilizzare gli attivi russi testimonia la mancanza di coraggio e l'avversione al rischio dei leader europei, in una guerra che considerano come "esistenziale" 19 DIC 2025
un mezzo fallimento Un prestito all’Ucraina da 90 miliardi. L'Ue sceglie il debito comune, niente uso degli asset russi Il vertice salva Kyiv dalla bancarotta con un prestito biennale, ma rinuncia al sequestro dei fondi di Mosca. Cooperazione rafforzata a 24, Orbán salva i 210 miliardi di Putin e non dovrà pagare. Meloni: “Ha prevalso il buon senso”. Bruxelles evita il rischio, e mostra così però tutta la sua debolezza politica 19 DIC 2025